Marco guida un'officina di lavorazioni meccaniche di precisione a Crema. Ventiquattro dipendenti, 4,8 milioni di fatturato, subfornitore per due primari gruppi automotive. Quando è arrivato l'obbligo CatNat dalla Legge di Bilancio 2024, si è adeguato, ha firmato, ha pagato. Pensava di essere coperto.
Ad aprile 2026 un evento alluvionale ha danneggiato il capannone. La CatNat ha rimborsato gli asset fisici. Ma le tre settimane di fermo produzione, le penali contrattuali con i clienti automotive, i costi fissi che hanno continuato a correre — niente di tutto questo era nella polizza. Marco non aveva la business interruption. Nessuno gliel'aveva mai proposta, perché nessuno aveva mai analizzato davvero la struttura della sua azienda. Il suo broker storico vendeva pacchetti standard. Il suo gestore di filiale non aveva strumenti per parlare di rischio operativo.
Marco non è un caso isolato. È la rappresentazione fedele di oltre quattro milioni di PMI italiane che vivono la stessa asimmetria informativa. Le banche conoscono queste imprese meglio di chiunque altro: bilanci, flussi, settore, esposizioni. Sono i partner naturali per intercettare il bisogno di protezione nel momento giusto. Ma il gestore di filiale, oggi, non ha gli strumenti per condurre quella conversazione. Munio è lo strumento mancante.